La mia casa

Oggi vorrei che tu visitassi la mia casa. E’ bella, grande, ordinata, e profuma di pulito. Ho impiegato molto tempo a sistemarla, a renderla graziosa, a immaginare come ti sarebbe potuta piacere. E’ presente un ordine nuovo, un’innata eleganza. Io stessa sono più alta di svariati centimetri. E ci sono molti libri. Sono gli stessi delle altre case in cui ho abitato, ma ora sono disposti in una libreria più spaziosa, così che sembrano in numero molto superiore rispetto a prima. Questo non è barare, però: è vero che ne ho anche acquistati altri. Presto è il mio compleanno e mi piacerebbe chiederti di passare da me per una fetta di torta. Non lo farò, e sarà un altro ad entrare. E’ tutto pronto, ogni cosa è al suo posto. Siedo su una poltrona al centro del mio ordine e fisso di fronte a me la porta chiusa.

La mia casa

Motivi per cui non si possono odiare gli ex

Aveva comprato una giacca dal taglio molto particolare, blu scuro, senza maniche. “Devo ancora capire se mi piace o no”, disse a Pioppo. Lui storse il naso. “Che ne pensate?”, chiese alle mie amiche in un bar alla sera. “Sei bella.” Mentre era al bancone aspettando da bere si avvicinò l’Ex che, vivendo all’estero, rientrava nella categoria di persone che non si sarebbe mai aspettata di incontrare. “Bella giacca”, disse lui. “Sei serio?”, gli chiese. “Lo sai”, rispose, “che mi piacciono le cose strane”. Motivi per cui non si possono odiare gli ex e per cui a fine serata si torna pure a casa insieme.

Motivi per cui non si possono odiare gli ex

Un hangover

I. Premessa

Abbiamo organizzato una festa. Sono arrivate un sacco di persone e siamo tutti retrocessi ai nostri dodici anni. Dopo un po’ Stecco ha rotto un mobile in marmo. Stecco ha anche lanciato blocchi di marmo dal balcone e ci siamo ricordati che alla scorsa festa qualcuno ci pisciava, dal balcone. Fotografie di cui nessuno aveva memoria il giorno dopo e le nostre camere come festini paralleli. Ho pensato a un ragazzo con cui ero uscita ma quando ho aperto la porta non c’era lui ma c’era la polizia, la polizia è entrata, e la festa è finita.

II. “Questo quadro mi ha molto colpito”

Il giorno dopo il pavimento della cucina era cosparso di petali di fiori, un muro era pieno di impronte di scarpe, e io ho cucinato quattro fette di bacon alle 10 di mattina perché non capivo nemmeno il mio nome, bevuto una coca cola e riaccucciata sotto le coperte. Dalla parete sopra la testata del letto si è staccato un quadro con una cornice molto pesante che è caduto accanto a me. Venti minuti prima la mia testa era proprio lì e, se non mi fossi alzata per cucinare il bacon, lo sarebbe stata anche venti minuti dopo.

III. “La solitudine degli amanti”

Ho ricevuto un’email che mi dava il benvenuto su Ask. Non mi sono mai iscritta. Ho ricevuto un’email di un amico che mi ha chiesto di scrivere per il suo sito. Sono stata contenta. Tutto il mio corpo mi chiedeva acqua e ossigeno e sono uscita. Sono entrata in una chiesa chiedendomi perché. Ho mangiato un gelato perché è quasi primavera. Ho scattato una fotografia in una piazza deserta, un uomo e una donna sotto un lampione, ho pensato che avrei potuto chiamarla

Un hangover

La stupidità umana

Una biscia scivolava tra di noi. Le chiedevamo come stesse, come andasse la famiglia, che tempo fa stasera e così via. Scivolava tra i bicchieri e le nostre risate false e sciocche e sul tavolo e poi giù per terra tra i fiori schiacciati. Tutti li hanno calpestati, lo sai. Ha sfiorato la tua bocca, e poi la tua, e la tua ancora. Hai parlato di filmati, e di cambiare il mondo, e poi ancora di filmati. Quando hai riaperto la bocca cambiare il mondo non ti interessava già più. Resta una sciocchezza, una ventata, un chicchessia. In effetti i filmati sono l’unica cosa di cui parli. La biscia ne va fiera.

La stupidità è la più potente arma di distruzione di massa, con quale coraggio mi dici che non devo odiare il genere umano. La compassione non fa per me nei sabati sera. Non sono abbastanza zen da potere tollerare gli abusi di potere e penso che nel suffragio universale vi sia qualcosa di radicalmente ingiusto.

La stupidità umana