Un sogno

Facendo un rapido conto mi sono accorta di possedere tre matite. La prima è consumata, l’ho usata troppo e troppo forte stretta tra le dita. Mi aiutato ha scrivere un libro, o forse solo una bozza, e da appuntita che era si è consumata. Da sesto dito della mia mano è passata ad esserne un uncino. La seconda mi è servita a passare da un linguaggio ad un altro linguaggio, a tradurlo, per capirmi meglio. La terza non ha ancora scritto niente. Per ora danza un valzer sulla punta delle mie dita, io la studio, e mi guardo intorno incantata. Poi ritorno nel mondo reale, chiudo la porta di casa, esco, e mi sveglio.

Un sogno