Di un’ostinazione

C’è questo amore strano, giovane, e curiosamente impossibile. Lo riconosco e mi basta nelle piccole cose, come un bicchiere d’acqua versato o la mano distratta che mi passa un libro. E’ l’amore dalle porte aperte che tu oltrepassi senza chiedere permesso come se fosse normale, come se fosse normalissimo che tu sappia dove tengo le chiavi e le prendessi senza domandarmelo. Lo fai, dopotutto, dicendo lo so. Però poi prendi le chiavi e le usi per altre porte, apri e chiudi, e me le restituisci con un’alzata di spalle. C’è una voce che mormora basta e poi c’è la tua, camicie e tono distinto, rivolta ad altri: mai stato un mistero. Allora faccio finta di niente, compro regali a chi dovrei, ritorno alla mia vita. Penso che la poesia sia il solo modo di sublimare questo amore, come altri amori passati, per renderlo se non vero almeno plausibile, e giustificare infine la mia ostinazione e il tuo non dire.

Di un’ostinazione

Mamihlapinatapai

Assenza come presenza. Come se il presidente degli Stati Uniti un anno decidesse di non partecipare ai festeggiamenti del giorno del Ringraziamento e non rilasciasse alcuna dichiarazione. Assenza che si fa presenza sulla bocca di tutti e alla televisione. La notizia: “Non c’era”.

Presenza come presenza. Ci sei, in fondo.

Assenza come assenza. Come Dio, il cui senso dell’umorismo è perverso e raffinato.

Mamihlapinatapai