Il modo

Che quello che non è mai stato creato non sarà mai distrutto è una lezione facile. Per una vita mio padre ha disegnato abitazioni, perfetta incarnazione delle cose che dentro cambiano, fuori no, e non si spezzano. Certo, un incendio o un terremoto, ma quello è il ghigno del destino, uno schiaffo, tutto finito. Le case in cui non ho abitato non mi mancheranno mai, quello che non ho scritto non andrà perduto, i volti che non ho mai toccato non mi faranno rigirare nel letto. Non ho mai perso quello che non avevo. Quando avevo iniziato a vedere la fine del mio appartamento ho capito la scelta del modo indifferente. Non legarsi a niente fa soffrire di meno e respirare di più. Il gran rifiuto: illuminati ma non luminosi, a riflettere una sera vuota e stanca, troppo stanchi per potere anche solo pensare di vivere in altro modo. Ma un modo diverso è possibile ed è quello dei se della storia. E’ il modo narrato, non detto, della scrittura. Qui non solo possiamo incontrarci ancora, ma anche vivere insieme, per sempre oppure per qualche anno, dipende da quante pagine saranno necessarie per stancarmi di te o per farci innamorare. Un bravo scrittore deve essere capace di scrivere anche quando è felice – quando è triste è troppo facile ma è necessario sentire un vuoto, per poterlo riempire con la creazione. “Se non avrò successo nella vita, che possa averlo la mia opera d’arte”.

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