Natalizio notturno

Natale, certo. Appuntamento annuale con te, con una malinconia stellare, quasi lucifera. Resto incastrata nel mistero di una tradizione che sento mia a tratti, coerente con le origini, ma senza mai essermi chiesta cosa significhi per te, tu che per me sei tanto, per te che la tradizione è nuova. Lo so, me lo hai detto dopotutto. Non smetto di riconoscermi nell’Ave Maria, nella chiesa affollata il venticinque dicembre, nel coro che glorifica un dio. Tu lo sai, lo senti nei rari attimi insieme, che c’è una necessità da svalicare, da svanificare forse, da rendere finalmente nostra. Non puoi, per ora. Non te ne faccio una colpa. Forse mai. Cosa pensavano tua madre e tuo padre quando allestivano un albero di Natale e quando ti hanno messo al mondo. Cosa pensavano la prima volta che ci hanno visti insieme. Se l’hanno mai fatto. Se l’abbiamo mai fatto. Ci siamo mai davvero mostrati al mondo? Ci siamo mai mostrati davvero?

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